testo, ideazione, installazione Pascal Rambert
con Emmanuelle Béart, Audrey Bonnet, Anne Brochet, Marie-Sophie Ferdane, Arthur Nauzyciel, Stanislas Nordey, Denis Podalydès e Pascal Rénéric in alternanza con Laurent Poitrenaux, Jacques Weber
luci Yves Godin
costumi Anaïs Romand
musica Alexandre Meyer
collaborazione artistica Pauline Roussille
consulenza arredi di scena Harold Mollet
coreografo associato Thierry Thieû Niang
maestra di canto Francine Accolas
coreografi preparatori Clémence Delille, Aliénor Durand
direzione di scena Alessandra Calabi
capo elettricista Thierry Morin
fonica Chloé Levoy
direzione di palcoscenico Antoine Giraud
sarta Marion Regnier
direzione di produzione Pauline Roussille
amministrazione di produzione Juliette Malot
coordinamento, logistica Sabine Aznar

produzione structure production
in coproduzione con Festival d’Avignon (FR), TNS-Théâtre National de Strasbourg (FR), TNB-Théâtre National de Bretagne à Rennes (FR), Théâtre des Bouffes du Nord (FR), Bonlieu-Scène Nationale d’Annecy (FR), Les Gémeaux-Scène Nationale (FR), La Comédie de Clermont-Ferrand-scène nationale (FR), Le Phénix-Scène Nationale de Valenciennes Pôle Européen de création (FR), Les Célestins Théâtre de Lyon (FR), Emilia Romagna Teatro Fondazione (IT)

durata 3 ore
prima nazionale
spettacolo in francesce con sovratitoli in italiano

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Pascal Rambert torna a collaborare con Emilia Romagna Teatro Fondazione dopo il successo di Clôture de l’amour e Prova, la versione italiana di Répétition. Lo fa con un grande racconto dell’Europa, splendida e terribile, nei trenta foschi anni tra le due guerre mondiali. Architecture ha aperto il Festival d’Avignone il 4 luglio 2019. 

 

Scrivo Architecture per Audrey Bonnet, Marina Hands, Marie-Sophie Ferdane e Emmanuelle Béart e anche per Jacques Weber, Stanislas Nordey, Laurent Poitrenaux, Arthur Nauzyciel e Denis Podalydès.
Dopo Clôture de l’amour che ho scritto per Audrey Bonnet e Stanislas Nordey. Dopo Avignon à vie, scritto per Denis Podalydes. Dopo Répétition, scritto per Audrey Bonnet, Stanislas Nordey, Denis Podalydès e Emmanuelle Béart. Dopo Argument scritto per Marie-Sophie Ferdane e Laurent Poitrenaux. Dopo De mes propres mains e Art du Théâtre con Arthur Nauzyciel. Dopo Une vie, scritto per Denis Podalydès. Dopo Actrice con Marina Hands e Audrey Bonnet. E dopo 25 anni di attesa – il tempo è meraviglioso, questo aggiungersi, susseguirsi e richiamarsi a vicenda dei nomi degli attori – dopo 25 anni di attesa, dico a Jacques Weber che voglio scrivere per lui e che tutti questi nomi, compreso il suo, convergono in Architecture.
Architecture è una brutale storia familiare.
Un naufragio. Tra l’inizio della modernità, la prima guerra mondiale e l’Anschluss. Un periodo di 30 anni. Denso di speranze. Sgozzato in un bagno di sangue. In cui il linguaggio stesso perde ogni significato, in cui il linguaggio muore.
Una famiglia brillante, ma soggiogata da un padre folle e violento. Tutti sono individui assolutamente realizzati: figli, figlie, nipoti. Sono compositori, architetti, filosofi, scrittori, scienziati, filosofe, scrittrici, attrici, pittrici. Tutte e tutti sono pensatori. Tutti hanno dato la vita per il pensiero. Tutti hanno dato la vita per la bellezza.
Tutti, uno dopo l’altro – senza pietà, moriranno di morte violenta, chi in guerra, chi gettandosi dalla finestra, per mano del loro stesso padre, di follia, di fame, di dolore, pugnalati a bordo di un treno o in mezzo ai campi.
Tutti avranno combattuto in nome dell’intelligenza, del sapere, dell’ordine del mondo, della giustizia.
Tutti periranno. Tutti, nessuno escluso. Incapaci, malgrado la conoscenza del mondo, del linguaggio, della filosofia, della letteratura, dell’immagine e della scienza, di evitare l’orrore. E di impedire che il suo mantello di sangue e vergogna ricopra l’Europa.
Architecture mostra come anche le strutture più belle affondano, finendo per ingoiare i loro figli più promettenti. Architecture è un memento mori per pensare il nostro tempo. Se nemmeno i più bravi hanno saputo impedire che il sangue fosse sparso, come potremo riuscirci noi in tempi così poco armati a questo scopo?

Pascal Rambert

Il testo di Architecture è stato pubblicato a luglio 2019 da Les Solitaires Intempestifs.

Pascal Rambert, biografia

Pascal Rambert

Pascal Rambert (1962) è autore, regista e coreografo. Nel 2016 riceve il Premio Teatro dell’Académie Française per il complesso della sua opera.
structure production – Pascal Rambert & Pauline Roussille è ente associato del Théâtre des Bouffes du Nord dal 2017. Pascal Rambert è artista associato di El Pavón Teatro Kamikaze e autore associato presso TNS – Teatro Nazionale di Strasburgo dal 2014.
Dal 2007 al 2017, ha diretto il T2G-Théâtre de Gennevilliers che ha trasformato in un centro teatrale nazionale di creazione contemporanea, luogo esclusivamente consacrato all’attività di artisti viventi (teatro, danza, opera, arte contemporanea, cinema).
Le creazioni di Pascal Rambert sono prodotte da structure subventionné e dal Ministero della Cultura e della Comunicazione. Sono state presentate in Europa, America Centrale, America del Sud, Africa del Nord, Russia, Asia, Medio Oriente.
I suoi testi sono pubblicati in Francia da Solitaires intempestifs e tradotti e pubblicati in numerose lingue: inglese, russo, italiano, tedesco, giapponese, cinese, croato, sloveno, polacco, portoghese, spagnolo, castigliano, catalano, danese, greco, thai, ceco.
Le sue coreografie di cui la più recente Memento Mori del 2013 in collaborazione con il light designer Yves Godin, sono programmate nell’ambito dei più importanti festival o luoghi dedicati alla danza contemporanea in particolare Montpellier, Avignone, Utrecht, Ginevra, Lubiana, Skopje, Mosca, Amburgo, Modena, Friburgo, Tokyo, New York. Pascal Rambert ha firmato numerose opere in Francia e negli Stati Uniti oltre ad alcuni cortometraggi selezionati e premiati presso i festival di Pantin, Locarno, Miami e Parigi.
Il suo Clôture de l’amour, realizzato per il Festival di Avignone nel 2011 con Audrey Bonnet e Stanislas Nordey conosce un successo mondiale. Il testo ha ricevuto nel 2012 dal Sindacato della Critica il Premio per Migliore Creazione in lingua francese nonché il Grand Prix di letteratura drammatica del Centro nazionale di Teatro. Nel 2013, Pascal Rambert riceve il Premio autore ai Palmarès di Teatro.
Alla fine del 2016, Clôture de l’amour aveva eseguito oltre 180 repliche ed era stato già tradotto in 23 lingue. Rambert ne ha realizzato l’adattamento in 11 lingue: in russo al Teatro dell’Arte di Mosca, in inglese a New York, in croato a Zagabria, in italiano a Modena, Roma e presso il Piccolo Teatro di Milano; in giapponese a Shizuoka, Osaka e Yokohama; in tedesco a Berlino e presso il Thalia Theater di Amburgo, in spagnolo a Barcellona nell’ambito del Festival Internazionale Greco e a Madrid per il Festival de Otoño. Infine in danese a Copenhagen, Aalborg, Aarhus e Odense, in mandarino a Pechino, in arabo al Cairo e in finlandese ad Helsinki.
Dopo una tournée francese, Une (micro) histoire économique du monde, dansée, créée prodotto dal T2G-Théâtre de Gennevilliers nel 2010, è ripreso e adattato da Pascal Rambert in Giappone a Fujimi, Shizuoka e Miyazaki; in Germania, ad Amburgo e Karlsruhe; negli Stati Uniti a New York, Los Angeles e Pittsburgh e in Egitto, al Cairo, e a Bangkok in Thailandia.
Firma il testo Avignon à vie la cui lettura è affidata a Denis Podalydès presso la Corte d’Onore del Palazzo dei Papi al Festival di Avignone del 2013.
Pascal Rambert realizza la regia di Répétition scritto per Emmanuelle Béart, Audrey Bonnet, Stanislas Nordey e Denis Podalydès che debutta il 12 dicembre 2014 al T2G-Théâtre de Gennevilliers nell’ambito del Festival dell’Autunno di Parigi. La tournée dello spettacolo conterà oltre 60 date di rappresentazione nel 2015, tra Lione, Vidy Lausanne, Poitiers, Modena, Strasburgo, Clermont-Ferrand, Parigi presso il Teatro Nazionale di Chaillot, Orléans, Chateauvallon e Valenciennes.
Nel 2016, ne realizza la versione italiana, Prova presso il Teatro Arena del Sole di Bologna e al Piccolo Teatro di Milano e nel 2017 quella spagnola, Ensayo, a Madrid.
Nel 2015, l’Académie Française gli ha assegnato il premio annuale di letteratura e filosofia per Répétition.
Nel giugno 2015, nello spazio nudo del Théâtre des Bouffes du Nord, Pascal Rambert presenta cinque delle sue creazioni: Memento Mori, Clôture de l’amour, Avignon à vie, De mes propres mains e Libido Sciendi.
Nel gennaio 2016, firma Argument, scritta per Laurent Poitrenaux e Marie-Sophie Ferdane per il CDN Orléans/Loiret/Centre; il lavoro sarà in seguito presentato alla Comédie de Reims e al T2G-Théâtre de Gennevilliers.
Nel maggio 2017, mette in scena il testo Une vie che ha scritto per gli attori della Comédie-Française, presso il Théâtre du Vieux Colombiers di Parigi.
Nell’agosto 2017, debutta con il suo GHOSTs interpretato da attori di Taïwan in occasione dell’apertura del Art Tapei Festival e, successivamente, a Tokyo nella versione giapponese.
Scrive Actrice per la compagnia del Teatro dell’Arte di Mosca; il testo è andato in scena in Francia il 12 dicembre 2017 presso il Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi, per l’interpretazione di Marina Hands, Audrey Bonnet, Jakob Öhrman, Elmer Bäck, Rasmus Slätis, Jean Guizerix, Emmanuel Cuchet, Ruth Nüesch, Luc Bataïni, Lyna Khoudri, Yuming Hey, Sifan Shao, Laetitia Somé, Anas Abidar, Nathan Aznar e Samuel Kircher. Lo spettacolo è partito in tournée da gennaio a marzo 2018. Glumica, la versione croata di Actrice ha debuttato al Teatro Nazionale di Zagabria nel febbraio 2019.
Pascal Rambert scrive e porta in scena Reconstitution nel mese di marzo 2018, progetto scritto per e interpretato da Véro Dahuron ee Guy Delamotte, presso il Panta Théâtre di Caen.
Scrive Nos parents per gli attori della Manufacture e lo dirige nell’aprile 2018 a Vidy Lausanne.
Nel settembre 2018, allestisce il suo testo Christine presso la Comédie de Genève nell’ambito del Festival Julie’s Party e Teatro al Teatro Nazionale Dona Maria II.
Nel novembre 2018 dirige la messa in scena di Sœurs, testo scritto per e interpretato da Marina Hands e Audrey Bonnet. In dicembre, ne realizza la versione spagnola, Hermanas per Barbara Lennie e Irene Escolar.
Il suo ultimo testo Architecture, scritto per ed interpretato da Emmanuelle Béart, Audrey Bonnet, Anne Brochet, Marie-Sophie Ferdane, Arthur Nauzyciel, Stanislas Nordey, Denis Podalydès, Pascal Rénéric, Laurent Poitrenaux, Jacques Weber, è creato per l’edizione 2019 del Festival di Avignone.

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