di Slavoj Žižek
diretto da Angela Richter
dramaturg Mirna Rustemović
scene e luci Peter Baur
video Peter Baur, Jonas Link
musica Jons Vukorep
costumi Silvio Vujičić
con (in ordine alfabetico) Luca Anić, Mislav Čavajda, Tesa Litvan, Vanja Matujec, Iva Mihalić, Kristijan Potočki, Alma Prica, Tin Rožman, Alen Šalinović, Barbara Vicković, Filip Vidović, Silvio Vovk

produzione Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia), Théâtre de Liège (Belgio), Emilia Romagna Teatro Fondazione (Italia)
nell’ambito di Prospero – European Theatre Network

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Antigone è parte del programma culturale della Presidenza croata del Consiglio dell’Unione europea 2020

durata 1 ora e 20 minuti
prima nazionale
spettacolo in croato con sovratitoli in italiano e in inglese

Il filosofo Slavoj Žižek approda alla scrittura teatrale, re-immaginando la storia di Antigone dentro il sistema Europa di oggi, sempre sull’orlo della disintegrazione tra Brexit, austerity, muri che si innalzano e fake news.

Maligno oltre che mancante di carisma, Creonte è un capo politico ingiusto che genera caos nella sua città per via del falso ordine che cerca di imporre: un osceno travestimento della peggiore anarchia. La gente capisce e resiste al suo governatore. Un’ottima guida non solo non limiterebbe la libertà dei suoi seguaci, ma la donerebbe. Nel nostro quotidiano, siamo bloccati dalle abitudini e non siamo in grado di guardare oltre. Una vera guida è capace di farti rendere conto di cose che non sapevi di poter fare. Il suo messaggio non è “Non puoi!” oppure “Devi!” ma “Tu puoi!”. Puoi fare l’impossibile, puoi ribellarti. Una vera guida non sta ferma sopra di noi, la gente, è invece una mediatrice, che lentamente svanisce mentre ci ridona la nostra libertà.

Slavoj Žižek, Antigone

La classica tragedia di Sofocle su Antigone, una giovane ragazza che resiste alle leggi della classe dominante quando decide di seppellire suo fratello Polinice, nell’interpretazione di Žižek diventa un lavoro attuale che esamina i rapporti sociali e politici tra chi governa e i cittadini, tra la legge divina e terrena. Nella sua riscrittura di un classico teatrale, Slavoj Žižek affronta il principio della triade (tesi, antitesi e sintesi) che sviluppa come un esercizio etico-politico alla maniera dei drammi didattici di Brecht. Žižek offre tre possibili conclusioni della tragedia, ma lascia al pubblico la libertà di decidere quale preferisce. Ne emerge un’analisi approfondita del sistema Europa di oggi, con la crisi dell’euro, dei rifugiati, la Brexit, l’austerità, l’inasprimento dei controlli alle frontiere, la costruzione di recinzioni e l’isolazionismo, le pericolose infiltrazioni e il dilagare delle fake news, tutto ciò che sta minacciando la disintegrazione dell’Europa.
La drammaturgia di questa Antigone si oppone al presente e oscuro scenario, fornendo una risposta pan-europea. Slavoj Žižek lo fa, affrontando il problema di quale tipo di Antigone potrebbe giustamente (e oggettivamente) giudicare le circostanze del nostro tempo. Antigone – si potrebbe pensare – oscilla tra i due estremi del tradizionalista e del fondamentalista: senza condizioni, insiste su una richiesta simbolica, quando cita «le usanze e le antiche leggi degli dei». Per Creonte, tuttavia, queste leggi non sono valide, perché non sono il prodotto di un processo legislativo da parte dello stato. Antigone, d’altra parte, non ha bisogno di una forma costituzionale: la sua fede da sola è sufficiente. E quando il rituale della sepoltura di Polinice fallisce, ad Antigone resta solo il suicidio, come ultimo gesto simbolico. In questo mondo post-politico, la cui caratteristica principale è il consenso, l’unica posizione di sinistra, quella del vero dissenso, è del tradizionalista (che si aggrappa al passato e rifiuta di accettare l’inevitabilità del nuovo ordine neoliberale globale) o del fondamentalista? Come è dunque possibile la ribellione oggi?
La regia di Angela Richter, poi, vuole incoraggiare il pensiero su come sarebbe possibile risvegliare lo spirito politico sotto forma di una prassi per coloro che non hanno voce in questa Europa di crisi e sconvolgimenti.

Slavoj Žižek e Angela Richter, biografie

Slavoj Žižek

Slavoj Žižek è un filosofo e scrittore sloveno. Nato a Lubiana nel 1949 ha contribuito largamente allo sviluppo di teorie politiche, teorie di cinema e di psicoanalisi. Il suo primo libro Il sublime oggetto dell’ideologia (1989) gli valse il riconoscimento internazionale come teorico della società. Egli è tuttora uno dei più rinomati intellettuali e filosofi del mondo. È ricercatore presso l’Istituto di Sociologia e Filosofia dell’Università di Lubiana in Slovenia e professore presso la prestigiosa European Graduate School. In qualità di professore associato, insegna presso alcune delle più prestigiose università degli Stati Uniti e dell’Inghilterra. Dal 2005, è membro dell’Accademia Slovena di Arti e Scienze. Antigone è la sua prima opera teatrale.

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Angela Richter

Angela Richter è nata nel 1970 a Ravensburg e studia regia teatrale all’Accademia di Musica e Teatro di Amburgo. Lavora stabilmente come regista dal 2001, anno in cui fonda il Fleet Street Theatre sempre ad Amburgo, che dirigerà fino al 2010. Dal 2013 al 2016, invece, assume la direzione del Teatro di Colonia. Durante la stagione 2014/15, elabora un progetto su larga scala intitolato Die Avantgarde der Supernerds in coproduzione con la Televisione nazionale Tedesca WDR sulla vita e l’attività dei dissidenti e degli informatori digitali. Per approfondire il tema oggetto del lavoro, organizza incontri con numerosi informatori tra i quali Edward Snowden a Mosca e Julian Assange a Londra. Come punto di partenza del suo lavoro, utilizza tipicamente la forma del dibattito e fa convergere media differenti all’interno della stessa produzione teatrale. La regia dell’Antigone di Žižek segna il suo debutto croato.

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