ideazione e direzione BERLIN [Bart Baele & Yves Degryse]
con Geert Jan Jansen
assistente di Geert Jan Luk Sponselee
video Bart Baele & Geert De Vleesschauwer
video editing BERLIN & Geert De Vleesschauwer
scene BERLIN, Manu Siebens & Ina Peeters
composizione musicale Peter Van Laerhoven
pianoforte Govaart Haché
violoncello Katelijn Van Kerckhoven
registrazione del suono Bas De Caluwé & Maarten Moesen
coordinamento tecnico Manu Siebens
assistenza tecnica Barbara De Wit & Rex Tee
amministratore di produzione Celeste Driesen & Jessica Ridderhof
amministrazione Jane Seynaeve
distribuzione Eveline Martens
comunicazione Sam Loncke

produzione BERLIN
coproduzione Brighton Festival (UK), le CENTQUATRE (Paris, FR), C-TAKT (Limburg, BE), deSingel (Antwerp, BE), Theaterfestival Boulevard (Den Bosch, NL), Het Zuidelijk Toneel (Tilburg, NL), PACT Zollverein (Essen, DE)
con il supporto di the Flemish Government, Tax Shelter of the Belgian federal government, Podiumfonds
grazie a Diana Boro, Geert Jan Jansen per il suo aiuto nella preparazione e nella realizzazione dello spettacolo

durata 1 ora e 30 minuti
prima nazionale
spettacolo in fiammingo con sovratitoli in italiano

Il 6 maggio 1994 i gendarmi irrompono nella tenuta in campagna di Geert Jan Jansen, dove trovano oltre 1600 opere di artisti del calibro di Picasso, Dalì, Appel, Matisse e Hockney. Dettagli sorprendenti: la maggior parte di questi sono stati dipinti dallo stesso olandese. Per oltre vent’anni, Geert è riuscito a ingannare il mondo dell’arte, in modo così convincente che anche Picasso e Appel hanno involontariamente fornito certificati di autenticità per le sue creazioni.
Fino ad oggi, i musei di tutto il mondo hanno esposto quattro opere di Geert Jan che nessuno identificherebbe come falsi. Ha un successo immediato diventando uno dei più famosi truffatori del mondo dell’arte.

Dopo Perhaps All The Dragons di BERLIN (in cui Geert Jan fa la sua prima apparizione come uno dei trenta narratori), True Copy lo pone al centro dell’attenzione. Nel corso degli anni, e all’ombra dei maestri, perfeziona la sua abilità. Il lavoro e la vita di Geert Jan sono in costante equilibrio tra finzione e realtà, nella perenne speranza di non crollare. È un perfetto protagonista, la cui storia supera di gran lunga il regno del personale.

In questo nuovo spettacolo della serie Horror Vacui, BERLIN mette Geert Jan in scena. Gli ingranaggi interni che caratterizzano la complessità di questo uomo, fungono da manuale per mettere a nudo – tra le altre cose – l’ipocrisia all’interno del mondo dell’arte. Cosa significa davvero sincerità? E non è molto più soddisfacente dire di sì a una menzogna brillantemente confezionata?
In questa nuova produzione, BERLIN usa il suo stile idiosincratico per unire due mondi e realtà differenti sul palco. Insieme al protagonista, mettono il dito su una piaga aperta e deteriorata del mondo dell’arte. Allo stesso modo, raccontano anche la storia universale di un uomo che cerca di farsi valere all’interno di una rete di bugie – o variazioni della verità.

BERLIN, biografia

BERLIN

Fondatori di BERLIN nel 2003, i registi decisero di non scegliere un genere in particolare, ma di avventurarsi nel regno del documentario e lasciare che fossero i luoghi delle loro incursioni a guidare la loro ispirazione. Questa filosofia ha dato vita a due cicli progettuali: Holocene (l’attuale era geologica) dove il punto di partenza è sempre una città o un altro luogo del pianeta, e Horror Vacui (paura del vuoto) nel quale storie vere e toccanti vengono delicatamente districate attorno ad una tavola.
Il ciclo Holocene comprende JerusalemIqaluitBonanzaMoscow e Zvizdal. I primi tre episodi di Horror Vacui sono invece TagfishLand’s end e Perhaps All the Dragons.
I BERLIN sono tuttora al lavoro su entrambi i cicli. Holocene terminerà nella città di Berlino con la creazione di un progetto di docu-fiction che coinvolgerà gli abitanti delle città protagoniste degli episodi precedenti.
La compagnia ha lavorato in 27 paesi diversi negli ultimi anni, all’interno di vari circuiti: dai teatri agli spazi espositivi, dai festival alle location speciali.

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