di Spiro Scimone
(adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello)
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Maria Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici
regia Francesco Sframeli
scena Lino Fiorito
costumi Sandra Cardini
disegno luci Beatrice Ficalbi
musiche Roberto Pelosi
regista assistente Roberto Bonaventura
foto di scena Gianni Fiorito
direttore di scena Santo Pinizzotto
assistente ai costumi Carolina Tonini
amministrazione Giovanni Scimone

produzione Compagnia Scimone Sframeli, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Théâtre Garonne-scène européenne Toulouse
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

durata 1 ora e 10 minuti

L’adattamento dal titolo Sei, tratto dall’opera teatrale Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello nasce dal bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del grande maestro.
Durante il lavoro di elaborazione, abbiamo ridotto il numero dei personaggi, eliminato o aggiunto scene e dialoghi, sostituito qualche termine linguistico, ma senza stravolgere la struttura drammaturgica dell’opera originale.
Siamo in un teatro, una Compagnia formata da due attori, due attrici e il capocomico, sta per iniziare la prova di uno spettacolo teatrale che, forse, non debutterà mai.
Prima dell’inizio della prova, improvvisamente, un corto circuito, lascia al buio tutto il teatro. Per riaccendere la luce, uno degli attori va alla ricerca del tecnico, andato via dal teatro poco prima dell’inizio della prova. Ma il tecnico è introvabile e la luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei Sei Personaggi, rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati. Sono proprio Il Padre, La Madre, La Figliastra, Il Figlio, Il Giovinetto e La Bambina che illuminano il teatro, con la speranza di poter vivere sulla scena il loro “dramma doloroso”.
I componenti della compagnia, sconvolti da questa improvvisa apparizione, pensano che i “Sei” siano solo degli intrusi o dei pazzi e fanno di tutto per cacciarli via dal teatro. Ma, quando il Padre, inizia il racconto del “dramma doloroso” che continua a provocare sofferenze, tensioni e conflitti familiari; l’attenzione e l’interesse da parte degli attori e del Capocomico, verso i personaggi, cresce sempre di più e l’idea di farli vivere sulla scena diventa sempre più concreta e necessaria.
Vivere in scena non è solo il desiderio dei personaggi; è anche il sogno degli attori. Entrambi, sanno che la loro vita in scena può nascere solo attraverso la creazione di un rapporto, attori /personaggi, di perfetta simbiosi.  Un rapporto che si crea, di volta in volta, di attimo in attimo, durante la rappresentazione.
Nella rappresentazione è indispensabile la presenza dello spettatore.
Ed è proprio l’autenticità del rapporto, attore, personaggio, spettatore la vera magia del teatro, che ci fa andare oltre la finzione e la realtà.

Spiro Scimone e Francesco Sframeli

Dalla stampa:

«Questa volta l’autore in Sei l’hanno trovato, in Spiro Scimone, che è ormai una delle migliori scritture drammaturgiche esistenti in Italia, e in questo senso l’arrivo a Pirandello costituisce davvero una meta e una prova decisive. (…) Spiro Scimone invece compie il lavoro proprio sulla parola, “riscrivendo” in grande fedeltà il testo originario, ma denunciandone apertamente quelle che oggi sarebbero inutili forzature (è ad esempio assente la macchietta della maitresse, Madama Pace) e lavorando piuttosto sulla propria esperienza di autore. Così è lui stesso a interpretare il capocomico/autore della compagnia in prova (come Emanuel Palmi lo era per la sua D’Origlia-Palmi), mentre Francesco Sframeli, che firma la regia dello spettacolo, è un misuratissimo “padre” ovvero il motore colpevole del dramma, che frequentando quel negozio di piacere insidiava con molta nonchalance la Figliastra. Insomma qui la commedia pirandelliana perde il suo alone mitico e di ancestrale moralismo, per scoprire invece i rapporti concreti tra le persone: di attrazione o di convivenza, di accettazione o repulsione, ma comunque di dialettico confronto, dentro la forma teatrale qui elevata al quadrato o al cubo.
Lo dice, ad apertura di sipario, la bellissima scena di Lino Fiorito (i costumi sono di Sandra Cardini) che ci schiera una teoria di palchetti, all’occasione pronti ad aprirsi come vie di fuga o d’ingresso. E lo dicono anche i particolari che quella scena animeranno, come la piscinetta nella quale dovrebbe affogare la bambina. È insomma nella teatralità, nei suoi rapporti e nel suo uso, che il fosco dramma pirandelliano può rivivere, davanti a un pubblico meno “innocente” ed estraneo di quello coevo all’autore, e nella lucidità quieta degli attori, che come Scimone e Sframeli sono tutti davvero bravi». – Gianfranco Capitta, il manifesto, 30 giugno 2018

«I personaggi di Pirandello in cerca d’autore il loro autore l’hanno trovato: è Spiro Scimone che ha dato loro la possibilità di vivere sulle assi del palcoscenico grazie a Francesco Sframeli e a una nutrita compagnia d’attori. (…) Scimone-Sframeli danno concretezza poetica all’umorismo pirandelliano e lo trasportano nelle attese del loro respiro beckettiano che rimane come sottotraccia, così come certa naivetè, apparente fanciullezza che commuove e rende il teatro della coppia siciliana uno sguardo candido, disincantato sul mondo. Sei di Spiro Scimone mostra che è possibile fare drammaturgia d’autore su un testo consegnato alla tradizione come i Sei personaggi pirandelliani. I due artisti siciliani – pur dando vita alla vicenda del padre, alla denuncia della figliastra e al dolore della madre – portano il pubblico a interrogarsi sull’essere e sul come essere, sulla realtà che ci rappresentiamo e lo sguardo che ognuno di noi ha sul mondo. Tutto ciò accade con leggerezza, a tratti comicità e un dato incontrovertibile di questo Sei è che il pubblico ci sta, si diverte, entra nei Sei personaggi in cerca d’autore di Spiro Scimone e Francesco Sframeli». – Nicola Arrigoni, sipario.it, 22 novembre 2018

«La scrittura di Scimone, secca e coincisa con studiate reiterazioni, quella scenica di Sframeli, ben si compendiano con quella pirandelliana per narrare con una verità semplice il dramma doloroso che attanaglia i sei personaggi. Sframeli è un Padre rassegnato, ironico, conscio dell’assurdità della vita, Scimone un capocomico conciliante.
Tutti gli attori ben seguono il disegno registico di questo spettacolo dove si narra la tragedia con umorismo beckettiano». – Magda Poli, Corriere della Sera, 20 dicembre 2018

Compagnia Scimone Sframeli, biografia

Compagnia Scimone Sframeli

La Compagnia Scimone Sframeli nasce nel 1994 grazie alla collaborazione artistica tra Spiro Scimone e Francesco Sframeli. 
In quell’anno, i due attori, spinti dalla necessità di ricercare nuovi linguaggi, mettono in scena l’opera prima Nunzio scritta da Scimone, in lingua messinese. 
L’opera (premio Istituto Dramma Italiano “Autori Nuovi” 1994 e Medaglia d’oro per la drammaturgia 1995), si rivela tappa fondamentale del loro percorso artistico, grazie all’incontro con una delle figure più eminenti ed autorevoli del teatro internazionale: Carlo Cecchi. L’artista, cura la regia della spettacolo che debutta al Festival di “Taormina Arte”.
Nel 1997 Scimone scrive Bar interpretato insieme a Sframeli. 
Nello stesso anno Scimone e Sframeli vincono il Premio UBU, rispettivamente come “Nuovo Autore” e “Nuovo Attore”.
Nel 1999 i due attori interpretano La festa di Scimone.
Tale opera nel 2007 viene messa in scena dalla Comédie Francaise di Parigi.
Nel 2003 la compagnia co-produce con il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Théâtre Garonne de Toulouse e le Orestiadi di Gibellina, lo spettacolo Il cortile di Scimone (premio Ubu 2004 nuovo testo italiano).
Nel 2006 Scimone scrive La busta e nel 2009 Pali (premio Ubu 2009 nuovo testo italiano) messi in scena con la regia di Sframeli, in coproduzione con l’Espace Malraux , Scène Nationale de Chambéry e Asti Teatro.
Nel 2012 debutta Giù di Scimone, con la regia di Sframeli. Lo spettacolo (premio Ubu 2012 miglior scenografia) è co-prodotto con il Festival delle Colline Torinesi e il Théâtre Garonne de Toulouse.
Nel 2015 Scimone e Sframeli interpretano insieme a Cesale e Giulia Weber lo spettacolo Amore (Premio ubu 2016 Migliore novità o progetto drammaturgico e migliore allestimento scenico) scritto da Scimone e diretto da Sframeli.
Nel 2018 la compagnia Scimone Sframeli produce con il Teatro Nazionale Stabile di Torino il Teatro Stabile Biondo di Palermo e il Théâtre Garonne de Toulouse, lo spettacolo Sei di Spiro Scimone (riscrittura dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello) che debutta al Napoli Teatro Festival con la regia di Francesco Sframeli.
Gli spettacoli della Compagnia sono stati rappresentati in Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Canada, Argentina, Portogallo, Olanda, Croazia, Grecia, Svezia e nei festival europei più prestigiosi, tra i quali il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Festival de Otoño a Madrid, Il Festival internazionale di Rotterdam, il Festival de Almada –Portogallo, Il Festival Inernacional de Teatro Mercosur Cordoba, Zagreb Festival.
I testi sono tradotti in francese, inglese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese, norvegese, croato, sloveno, danese e messi in scena in Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Scozia, Grecia, Croazia, Slovenia, Svizzera, Belgio, Norvegia, Danimarca, Brasile, Cile, Venezuela. 
Sono anche pubblicati in Italia dalla Ubulibri, in Francia dall’Arche tradotti da Jean Paul Manganaro, in Spagna dal Teatro del Astillero, in Portogallo da Artistas Unidos.
Scimone e Sframeli hanno diretto e interpretato il film Due amici (tratto dall’opera teatrale Nunzio) vincitore del Leone d‘oro come miglior opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2002 e candidato come miglior opera prima 2002 al Premio David di Donatello, Nastri d’argento, European film awards (Oscar europeo).
Spiro Scimone e Francesco Sframeli hanno tenuto laboratori teatrali, incontri e lezioni di drammaturgia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Sorbonne Nouvelle di Parigi, Università di Strasburgo, DAMS di Bologna, Università di Roma, di Messina, di Forlì, Scuola Holden di Torino, Scuola Nazionale di Drammaturgia di Gioia dei Marsi, Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” Roma, Napoli Teatro Festival.

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www.scimonesframeli.org