progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio
ideazione e coreografia Simona Bertozzi
danza Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga
canto Giovanni Bortoluzzi, Ilaria Orefice
musica e regia del suono Francesco Giomi
dramaturg Enrico Pitozzi
set e luci Simone Fini
costumi Katia Kuo
foto e video Luca del Pia

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Associazione Culturale Nexus
con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Fondo Regionale per la Danza d’Autore
con il sostegno di Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto, Arboreto Teatro Dimora di Mondaino

durata 1 ora

«La vera felicità rappresenta il grande dilemma se non di tutti, quanto meno dei più saggi».
Pierre Zaoui

Joie de vivre è un pensiero in forma coreografica che si rivolge all’universo vegetale, il più antico e diffuso del pianeta, per ricercare quelle attitudini emergenti che tutti, vegetali e umani, mettono in atto nell’incessante tentativo di giungere a uno stato di felicità.

Joie de vivre si rivolge a questa inesausta interrogazione dello stare tra le cose, è la propulsione organica che attraversa e configura atteggiamenti anatomici e risposte ambientali nell’esperienza di sé, degli altri, del territorio, del proprio habitat.
E tutto questo lo fa guardando l’universo vegetale per coglierne inclinazioni arborescenti e rizomatiche, cambiamenti di stato incorporati in una logica di ostinate azioni di resistenza e trasformazione, capacità tattiche, mobilità dei confini, assemblaggi di comunità transitorie.

Joie de vivre è intelligenza vegetale non teleologica. In essa non c’è progetto, direzione o scopo, nessun obiettivo verso cui tendere; solo un “fare spazio”, tracciare un territorio in cui le cose accadono e l’inatteso è accolto come un’epifania, una rivelazione.

Joie de vivre dice di un’inclinazione naturale degli enti, di comportamenti emergenti e di relazioni polifoniche tra eventi ed elementi. In questi territori di confine, gli approdi non sono uniformi e le singolarità irrompono nel continuum dinamico dell’ambiente per conservare l’urgenza elementare della propria esistenza.

Joie de vivre predilige la variazione di scala, in cui le variabili ritmiche scandiscono e orientano la composizione coreografica in gesti la cui origine vegetale è cercata nella profondità dei corpi, nelle infinite spazializzazioni dell’anatomia.

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Compagnia Simona Bertozzi | Nexus, biografia

Compagnia Simona Bertozzi | Nexus, biografia

È fondata nel 2008 e sviluppa la propria attività su territorio nazionale e internazionale. Tra le creazioni vale ricordare: progetto Homo Ludens, quattro episodi sull’ontologia del gioco (2009/2012), a cui si aggiunge il solo Bird’s Eye View (Audience Prize Masdanza International Festival); Elogio de La Folia su musiche di Arcangelo Corelli, co-prodotto da Ravenna Festival (2013); Guardare ad altezza d’erba, con danzatori di 10-12 anni (Biennale Danza Venezia, 2014); Animali senza Favola, creato con il sostegno di ERT (2014); progetto Prometeo: sei quadri di durata variabile, ognuno con peculiare tema, segno coreografico e nucleo di interpreti, tra cui And it burns, burns, burns finalista premio UBU 2017 (2015/16); Anatomia, creato insieme a Francesco Giomi e Enrico Pitozzi (2016); Wonder(L)and, contenitore di pratiche finalizzato alla ricerca coreutica (2017); Lotus, vincitore del bando Migrarti (MiBACT), con danzatrici Tamil di 8-16 anni, in un dialogo tra danza contemporanea occidentale e danza classica indiana (2017).
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simonabertozzi.it