regia Isael Almanza
scritto da Maye Moreno
drammaturgia Luis Eduardo Yee
con Erandeni Durán, Mireya González, Patricia Hernández, Gloria Castro, Alfredo Monsivais
scene, luci e costumi Natalia Sedano
assistente alla regia Verónica Ramos
fotografia Isael Almanza, Ricardo Trejo
video e editing dell’intervista Jeronimo Barriga
coro “Narcisa”, poesia di Maye Moreno, “Teca huiini sicarú”, “Zapotec song” Mireya Gonzáles
produttore generale Dense Anzures

produzione Colectivo Escénico el Arce
Opera vincitrice del Concorso nazionale di Teatro Carcerario 2014

durata 1 ora
prima nazionale
spettacolo in spagnolo con sovratitoli in italiano

Casa Calabaza è un’opera scritta da María Elena Moreno Márquez, conosciuta come Maye, una donna che sta scontando una pena di 28 anni nel carcere di Santa María Acatitla. È un’opera autobiografia in cui l’autrice narra la sua vita, dall’infanzia fino al momento in cui viene presa dalle autorità per aver commesso il matricidio. Nello spettacolo quattro figure femminili interpretano la protagonista: quattro Maye dislocate in tempi diversi ma in constante conflitto fra loro.
Dalla prigione, Maye ha scritto testi di grande valore, tutti con lo stesso lascito filosofico: le nostre vite non ci appartengono, appartengono al potere della casualità.
Una delle opere più importanti di Maye è, senza dubbio, Casa Calabaza in cui l’autrice racconta la sua caduta: il regista Isael Almanza, che ha accolto la sfida di mettere in scena il testo, cerca di addentrarsi nel groviglio di emozioni racchiuse nella casa da cui l’autrice parte, per raccontare di come la famiglia arrivi all’omicidio. La messinscena riflette una dura realtà sociale, quella della disintegrazione del nucleo familiare, e demistifica il pregiudizio sociale di cui uomini e donne soffrono nella reclusione.
Da oltre 25 anni, il Programma Nazionale di Teatro Carcere in Messico favorisce la creazione teatrale in tutto il Paese. In più di 20 anni, i carcerati hanno prodotto un centinaio di testi: è tuttavia la prima volta nella storia della drammaturgia penitenziaria che una di queste opere viene messa in scena da una compagnia professionista. Lo spettacolo Casa Calabaza è nato da un laboratorio di ricerca artistico-giornalistico e dalla ricerca sulle drammaturgie scritte da carcerati in diversi stati del Messico.
Casa Calabaza non lascia indifferenti, come si legge su Milenio.com: «Ho appena assistito ad un atto commovente e di comunione teatrale che mi ha stretto il cuore e l’ha riempito di gioia».

 

Come regista, il mio lavoro si è basato sul rapporto diretto fra la storia e i personaggi-attori con cui ho lavorato in precedenti lavori come Las Bodas di Luisa Josefina Hernández, Confesión di Rodolfo Guillen, Looper di Verónica Maldonado e Heimweh di Myriam Orva.
La mia ricerca artistica si basa sulla persona, sulla biografia del drammaturgo, degli artisti o dei produttori, realizzando così un’indagine di elementi personali che si inserisce nella finzione drammaturgica. Per Casa Calabaza ho pensato allo spettatore come testimone e alla cronologia dei fatti come qualcosa in continuo dialogo con la storia. Il progetto proviene da un’idea della commediografa María Elena Moreno Márquez, nota anche come Maye Moreno, detenuta nel carcere femminile Santa Martha Acatitla, e rispetta pienamente la sua drammaturgia, sia come storia che come resoconto dei fatti.
Questo spettacolo fa parte di un’indagine che sto portando avanti: mi interessa capire come le persone si relazionano con le esperienze e i ricordi del passato.

Isael Almanza

Isael Almanza, biografia

Isael Almanza

Città del Messico, 1985. Attore e direttore di teatro, attualmente assistente presso il laboratorio teatrale del corso di Letteratura Drammatica e Teatro della facoltà di Lettere e Filosofia, UNAM (Università Nazionale Autonoma del Messico). Diplomatosi alla Escuela Nacional de Arte Teatral (2006-2009), sotto la guida di  Ricardo Ramírez Carnero, Angelina Peláez, Israel Martínez, Verónica Maldonado, Mauricio Jiménez e Martín Acosta, tra gli altri.
La sua formazione accademica proviene anche dal Cedart Frida Kahlo (2000-2003) e dall’Università di Veracruz (2005-2006). Partecipa a dei workshop assieme a Ximena Escalante, Cipriano Arguello Pitt (Argentina), Alberto Villareal e Mayra Sérbulo.
A livello universitario viene premiato con merito per diverse opere, tra cui Tricipro (2009), Cucarachas (2009) e Confesión (2013), per la miglior aggregazione teatrale e per la miglior performance femminile.

Lavora con direttori quali Guillermo León, Mauricio Jiménez e Martín Acosta. Con Ignacio Escárcega, alla messa in scena di El Camino de Sinsol (2010-2011) di Camila Villegas, Tutoriales (2012-2013) di Verónica Maldonado, Afterplay (2012-2013) e El Juego de Yalta (2014-2015) di Brian Friel. Lavora anche a Pie de Monte durante la stagione del Theater der Welt organizzata dal Goethe Institut e dalla Coordinación Nacional de Teatro (2014). Almanza assiste inoltre alla formazione e alla direzione di La Amenaza Roja di Alejandro Licona, diretto da Ignacio Escárcega per il “carro de comedias” dell’UNAM (2014-2015).

Come direttore, la sua prima notte arriva nel gennaio del 2012 con lo spettacolo Confesión di Rodolfo Guillén. Dopodiché, dirige LOOPER (2013) di Verónica Maldonado alla Sala CCB  del Centro Cultural del Bosque e al Teatro della Casa del Lago a Xalapa, Veracruz; Las Bodas (2013) di Luisa Josefina Hernández e in collaborazione con le compagnie Teatro de Aire e Idiotas Teatro, presso il teatro La Capilla; Heimweh-estaciones (2014) di Myriam Orva, con due stagioni al teatro La Capilla; FIESTA, di Myriam Orva (2017); Ma/Pa, geografía intersexual di Alberto Castillo, presentata all’interno di BESO, variegata stagione teatrale di La Teatrería.

Nel 2014, Almanza viene invitato a collaborare come giurato per il Festival Internazionale di Teatro Universitario della UNAM per la categoria B e nel 2015 per la categoria A, così come per il Festival Nazionale di Teatro Carceriario nel 2014.

È attualmente impegnato nella ricerca scenica Recuerdos con pérdida de memoria, basato sulla sua carriera professionale e sull’irruzione della realtà sulla scena. In aggiunta a ciò, lavora per un progetto del teatro carcerario di Città del Messico chiamato Casa Calabaza, realizzato da Maye Moreno, detenuta nella prigione Santa Martha Acatitla, e vincitore del premio Penitentiary Theatre Dramaturgy Award nel 2014-2015 e del premio per la miglior rappresentazione teatrale all’interno del penitenziario. Lo spettacolo, riconosciuto dall’Associazione di Critici e Giornalisti del Teatro nel 2016, divenne una della messe in scena più note quell’anno.

Isael Almanza è un membro attivo del Colectivo Escénico El Arce.

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